D. Un bel traguardo a conclusione del quinto anno. Come ti senti?
R. Sinceramente non mi aspettavo di arrivare così in alto in questa competizione, perché
all'inizio l'ho presa come una sfida, un'occasione personale anche per testare i miei cinque
anni di studio. Scoprire che ho vinto ha un sapore veramente speciale, sono molto orgoglioso
dell'impegno in questi cinque anni di studio della lingua e della cultura russe, anche perché si
pone come conclusione di un periodo scolastico intenso, ma anche molto emozionante, che
ha portato frutti positivi.
D. L'opinione pubblica sul russo gira attorno al mito che "è difficile". Cosa ne pensi?
R. Quando ho scelto di studiare questa lingua temevo anch'io le difficoltà, perché anche io
avevo sentito che è una lingua complessa e molto impegnativa. In realtà poi iniziando a
scoprire i segreti della grammatica, dei casi eccetera, mi è sembrata molto logica e capire
come funziona dà un'enorme soddisfazione. Personalmente mi ha aiutato anche lo studio di
altre lingue durante i miei cinque anni di studio, come il tedesco e il latino, che hanno una
struttura logica simile.
D. Cosa ti ha spinto di studiare la lingua russa come lingua straniera a scuola?
R. Per me studiare il russo è stato in principio una sfida, la passione si è sviluppata infatti
durante lo studio, ma soprattutto mi ha attratto il fatto che sia una lingua fuori dal comune:
volevo andare un po' contro gli schemi, prendere la strada un po' più difficile. Si è rivelata la
scelta giusta, come appunto dimostrano i risultati di queste Olimpiadi, ma allo stesso modo
ho potuto scoprire un mondo culturale enorme, che va dalla letteratura alla cucina, insomma
ho scoperto veramente un mondo molto piacevole.
D. Secondo te cosa ti ha aiutato a diventare il vincitore assoluto?
R. Penso che siano diversi i fattori. Innanzitutto, fondamentale sono stati il metodo, la
costanza e direi proprio la disciplina nello studio. Ogni lezione, stare sempre concentrati è
utile, non tanto perché si risparmi tempo a casa, ma soprattutto perché permette di tenere il
passo con lezioni sempre più difficili e di fatto più complesse da capire. Poi, un altro fattore
molto importante è stato sicuramente l'allenamento durante i cinque anni proprio per
prepararci a certificazioni, campionati di questo genere, per massimizzare i risultati.
D. Hai studiato il russo al “Grigoletti” per cinque anni, com'è stata la tua esperienza?
Cosa ha arricchito di più il tuo bagaglio culturale?
R. Il mio percorso è stato abbastanza intenso a livello di studio, però senza troppe ansie, non
ho mai avuto la sensazione di non farcela, sia perché sono abbastanza sicuro delle mie
capacità, ma anche perché avevo dei sostegni esterni che mi incoraggiavano a continuare.
Quindi, proprio a partire dai primi piccoli passi sono riuscito a entrare nel mondo della
letteratura russa, che insegna molto e arricchisce il proprio bagaglio personale, aprendo ad
altri valori, altri pensieri, anche a livello morale. Poi indubbiamente mi ha fatto anche
scoprire nuovi aspetti storici e culturali della Russia. La fatica dello studio mi ha insegnato a
essere disciplinato, costante, come ho detto prima, e soprattutto ad aumentare la fiducia nelle
mie capacità.
D. Progetti per il futuro?
R. Questa domanda è un po' il tasto dolente, direi, della mia esperienza, perché ho deciso di
stravolgere il mio percorso di studio e provare a entrare in una facoltà universitaria che non
contempla la lingua russa, ossia Medicina in inglese. Questo significa essenzialmente lasciare
il russo, anche se ci sarà sempre una porticina aperta, perché dato che uno dei miei sogni è
quello di andare a fare il medico all'estero, nulla mi vieta di andare proprio in Russia. Per
tenere la lingua attiva, comunque, mi piacerebbe approfondire da solo a casa opere della
letteratura, restare sempre informato, avere sempre un contatto abbastanza frequente con
l'alfabeto cirillico e con la lingua lingua russa in generale, proprio per non perdere dei
risultati che ho conquistato con fatica.
D. Perché secondo te bisogna partecipare alle gare scolastiche?
R. Partecipare a queste gare, a queste competizioni nazionali di lingue o altre materie per me
è veramente importante. Sono esperienze veramente positive per diversi motivi. Innanzitutto
mettono davvero alla prova perché a scuola si studia per interrogazioni e verifiche abbastanza
prevedibili, mentre in una gara extrascolastica o universitaria, può essere chiesto di tutto.
Insomma, si scopre il proprio livello reale ed è questo il motivo per cui ho deciso di mettermi
in gioco, proprio per confrontarmi con studenti di altre scuole e capire dove le mie capacità
mi avrebbero portato. Sicuramente sono esperienze che di fatto arricchiscono il curriculum, la
propria esperienza personale, perché anche se non si vince, se c'è passione, se c'è impegno, i
risultati possono arrivare ed essere soddisfacenti. L'importante secondo me è trasformare lo
studio in una sfida personale. Un'ultima cosa per concludere è che alla fine non si perde
niente: mal che vada ci si è messi in gioco e questo può motivare anche per future gare, future
esperienze.
D. Che consigli puoi dare agli studenti del “Grigoletti” per lo studio della lingua russa?
R. Agli studenti del “Grigoletti” potrei dare diversi consigli: innanzitutto quello di essere
costanti, come ho detto anche prima la disciplina è qualcosa di fondamentale ed è ciò che
permette di raggiungere buoni risultati e di essere soddisfatto alla fine, quindi seguendo il
percorso che l'insegnante sta conducendo durante le sue lezioni.
Un'altra cosa che sembra un po' ironico da dire è non avere paura delle difficoltà
all'apparenza, sbagliare è umano, cadere è umano, la lingua russa potrebbe portarci a
sottovalutare le nostre capacità, proprio perché all'inizio appare veramente un avversario
temibile; in realtà questo non deve succedere anche perché con la costanza, con l'impegno
passo dopo passo tutto è raggiungibile e questo si può vedere comunque nei risultati anche
della mia classe in questo limpidi, che non sono stati assolutamente insoddisfacenti. Qualche
consiglio più pratico: fare spesso ascolti, ascoltare lingua russa e musica in russo, anche se è
un po' difficile da fare in effetti, oppure anche studiare il lessico, tutti consigli abbastanza
piccoli, ma che possono essere veramente utili poi in un futuro anche lontano. Un'altra cosa
molto importante è quella di sforzarsi di ragionare, proprio perché la lingua russa è anche
molto una questione di ragionamento logico: questo, oltre a essere una “skill” fondamentale
in ambiente scolastico, è poi utile soprattutto fuori dalla scuola. La prof. ci ha sempre detto
che la scuola ha l'obiettivo soprattutto di prepararci per la vita fuori dalla scuola.
D. La tua citazione russa preferita?
R. Una citazione di Tolstoj presente nel romanzo “Guerra e Pace”, che tradotta in italiano
significa: “Non è grande chi non cade mai, ma chi cade e si rialza.” Valorizza la resilienza ed
è un invito a tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questa lingua, ma è anche un augurio di
sviluppare questa caratteristica, questo valore che è secondo me uno dei valori cardinali,
cruciali della vita di ogni persona: essere resilienti, non cadere alle prime difficoltà, ma
continuare nel proprio percorso perché prima o poi i risultati arriveranno.
Credits: https://www.liceogrigoletti.edu.it/pagine/cristian-pase-5dlin-vince-il-campionato-nazionale-di-lingua-russa